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Biomedicale, la Tecnoline di Concordia si converte alla produzione di mascherine chirurgiche

Tecnoline ha avviato la produzione di mascherine chirurgiche. L’obiettivo è produrre un milione di pezzi in un mese.

Parte della produzione convertita a tempo di record per la Tecnoline di Concordia sulla Secchia. Venerdì scorso, infatti, è stata avviata la produzione di mascherine chirurgiche con le attrezzature già presenti in fabbrica. Le mascherine chirurgiche sono fra i dispositivi di protezione individuale più richiesti per il contenimento della diffusione del nuovo Coronavirus. Si tratta in questo momento di mascherine chirurgiche, già registrate con marchio CE ma – precisa Stefano Foschieri, amministratore delegato della società - stiamo attendendo la conferma della registrazione per le mascherine FFP2, ci auguriamo di avere una risposta positiva a breve”. Le richieste arrivano da enti pubblici e aziende private, dal settore sanitario a quello alimentare. L’azienda è operativa con 3 turni, 7 giorni su 7, h 24. Il massimo della produzione verrà raggiunto fra 7-10 giorni quando si arriverà a realizzare 40 mila mascherine al giorno. Sono già pervenute richieste per 500 mila pezzi ma l’azienda punta a produrne 1 milione in un mese. “Stavamo lavorando a questo nuovo progetto da una settimana ma non ne abbiamo parlato perché abbiamo voluto prima verificare la fattibilità e avere la certezza che il prodotto rispondesse perfettamente alle richieste. Progettare in silenzio puntando all’obiettivo finale è quello che ci ha insegnato il Dottor Mario Veronesi, il fondatore del Distretto Biomedicale Mirandolese, e questo è il modo in cui lavoriamo”.

Tecnoline in breve.

Tecnoline nasce nel 1992 come azienda di trasformazione ed assemblaggio per conto terzi di prodotti medicali monouso. Attualmente si occupa principalmente di produzione di sacche per la dialisi e di dispositivi intra e post-operatori per la raccolta del sangue e il trattamento con l’ozono. L'azienda produce anche le parti in plastica delle barelle per biocontenimento, attualmente utilizzate per il trasporto dei malati da Coronavirus . Si tratta di una particolare sacca di protezione che è stata testata per la prima volta nel 2014 per il trasporto dei malati di Ebola e che elimina il rischio di contagio per il personale coinvolto. I clienti di Tecnoline sono per il 95% operanti nel settore Biomedicale. Il terremoto del 20 e 29 maggio 2012 aveva provocato il crollo di una delle unità operative dell’azienda. “Ci siamo rimessi in piedi e – sottolinea Foschieri - nonostante le difficoltà, non abbiamo mai smesso di puntare all’innovazione”.
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Il Gruppo Cremonini acquista Castelfrigo, salvi 125 posti di lavoro.

Dopo il fallimento Castelfrigo viene rilevata dal Gruppo Cremonini per 7 milioni di euro.

Si apre una nuova fase per la Castelfrigo, storica azienda di lavorazione carni di Castelnuovo Rangone. Dopo anni di dura lotta sindacale e di crisi economica, l'impresa era stata dichiarata formalmente fallita dal Tribunale che aveva indetto l'asta. L'occasione è stata colta dal Gruppo Cremonini, colosso modenese del settore, che si è aggiudicato tutti i beni per 7 milioni di euro, attraverso la controllata Inalca. Saranno ricompresi nell'acquisizione tutti i lavoratori "con contratto in essere". Salvi quindi tutti i dipendenti, sia gli 80 assunti direttamente che gli altri 45 lavoratori con contratti di somministrazione. La notizia è stata colta con soddisfazione della Cisl: "Si conclude finalmente una lunga fase di incertezza per i 125 lavoratori di Castelfrigo che, nonostante gravi difficoltà, hanno garantito con impegno e sacrificio la continuità produttiva di un’azienda che non ha mai smesso di ricevere commesse e ordini. È positivo che la Castelfrigo sia stata acquistata da uno dei più importanti gruppi italiani ed europei del settore, nato, cresciuto e radicato sul territorio. Dal gruppo Cremonini ci aspettiamo non solo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma un forte rilancio dell’azienda valorizzando le competenze e professionalità delle maestranze che in passato hanno consentito alla Castelfrigo di affermarsi nella lavorazione delle carni suine fresche".
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Blumarine: la nuova proprietà dimezza il personale.

Perdite in bilancio troppo elevate: la nuova proprietà di Blumarine ha annunciato l'apertura di un licenziamento collettivo.

Davvero un pessimo inizio di 2020 per i dipendenti di Blumarine, storica griffe carpigiana. L'azienda guidata da Marco Marchi, patron di Liu Jo, ha infatti annunciato l'apertura di un licenziamento collettivo. Secondo le stime questa operazione dovrebbe portare al dimezzamento del personale da un centinaio ad una cinquantina di unità. Si tratta per la stragrande maggioranza di donne, quasi tutte impiegate nello stabilimento carpigiano e una piccola parte in punti vendita a Milano. Ad aggravare il quadro si aggiunge il fatto che l’azienda non può più usufruire degli ammortizzatori sociali, poiché ha terminato tutte le ore di cassa integrazione disponibili. Da un primo incontro con i sindacati pare che la decisione del nuovo management sia irrevocabile. Le difficoltà economiche della griffe erano note e gravi. Nell'ultimo bilancio la perdita era stata di oltre 14 milioni di euro, ben oltre la metà del fatturato annuale complessivo dell'azienda. Nelle prossime ore è atteso un nuovo confronto sindacale per cercare di trovare una soluzione alla crisi.
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Foto di Il Resto del Carlino.
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La modenese Opocrin acquisisce Laboratori Derivati Organici (LDO)

Importante operazione per la crescita di Opocrin. L'azienda farmaceutica Modenese si colloca così tra i principali produttori di eparina e derivati a livello globale.

E' stata finalizzata venerdì 14 febbraio l'acquisizione del 100% delle azioni di Laboratori Derivati Organici (LDO), società con sede operativa a Trino (Vercelli), specializzata nella produzione di principi attivi farmaceutici tra cui principalmente Eparina ed Eparinoidi. L’operazione si inquadra nello sviluppo strategico di Opocrin sul mercato dei principi attivi farmaceutici biologici derivati di origine animale. L’acquisizione di LDO colloca Opocrin tra i principali produttori di eparina e derivati a livello globale con un fatturato previsto per il 2020 di oltre 170 milioni di Euro. Il nuovo Gruppo avrà tre stabilimenti di produzione in Italia e uno stabilimento in Messico. A questi si aggiungono le Joint Ventures in Brasile, Argentina e Cina, contando complessivamente più di 270 dipendenti. “L’acquisizione di LDO da parte di Opocrin rappresenta un’opportunità di sviluppo irripetibile nel settore, consentendo la creazione di un Gruppo più forte e competitivo, mettendo a fattore comune il know how, le tecnologie e le esperienze sviluppate dalle due società. Oggi nasce un nuovo importante leader di mercato” ha commentato Mara Bianchini Presidente di Opocrin S.p.A. e azionista di controllo del Gruppo attraverso la Bianchini – Saetti Holding. “LDO accoglie con grande interesse l’opportunità di diventare parte di una grande realtà come Opocrin. Ci unisce una comune cultura di business e di servizio al cliente, e questo ci permetterà di rafforzare e diventare leader nel settore della produzione di ingredienti attivi farmaceutici biologici, fornendo soluzioni innovative di business nel mercato di eparina ed eparinoidi” riferisce Giovanni Caglio Amministratore Delegato di LDO S.p.A.
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La Kramp realizzerà un nuovo stabilimento a Reggio Emilia: previste nuove assunzioni.

Kramp, azienda olandese leader nei ricambi tecnici e accessori per il settore agricolo, avrà una nuova sede tra Gavassa e Prato. Investimento da 16 milioni di euro.

L'azienda olandese Kramp Srl, leader nei ricambi tecnici e accessori per il settore agricolo, costruirà un nuovo stabilimento nell’Area Nord di Reggio Emilia, tra Gavassa e Prato. La nuova sede occuperà 95 dipendenti per un investimento di 16 milioni di euro. Su proposta del vicesindaco Alex Pratissoli, la giunta comunale ha approvato l’intervento su un’area già a destinazione urbanistica produttiva di 72.000 metri quadrati, su cui realizzare un edificio di circa 40.000 metri quadrati di superficie utile, collegata attraverso via Tirelli alla viabilità principale Reggio-Correggio. La nuova previsione urbanistica ha consentito di accorpare dieci dei tredici lotti individuati nel vigente Piano Urbanistico Attuativo (Pua) dell’area per creare un unico macro-lotto. L’intervento del nuovo stabilimento prevede anche la messa a dimora di 400 alberi da parte degli attuatori privati, che hanno anche effettuato una bonifica dell’area dove sorgerà lo stabilimento. Kramp Srl ha la sede centrale in Olanda, dove è stata fondata nel 1951, ma conta stabilimenti in tutta Europa. Attualmente ha già una filiale in Italia a Mancasale (RE), nella quale lavorano 56 persone. Il nuovo polo reggiano sarà punto di riferimento per la spedizione dei ricambi ed accessori ordinati da clienti italiani.
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E-commerce in espansione, la modenese Prismi spa continua a crescere

L'e-commerce conferma la sua espansione nel 2019: è il futuro per le imprese.

Il trend del commercio online in Italia è in continua crescita, come dimostra l’ultima rilevazione Istat. L'e-commerce nel 2019 ha infatti registrato un incremento del 18,4% rispetto al 2018. Un esempio virtuoso realizzato da Prismi Spa, società modenese leader nazionale nel web e digital marketing, quotata sul mercato AIM Italia, è l’ingresso nel mondo digitale di Blondi Gioielli, realtà imprenditoriale attiva da oltre 123 anni, presente con 4 negozi tra Modena e Carpi. Un'azienda storica, entrata nel circuito online attraverso la creazione di una piattaforma e-commerce, con contenuti realizzati da un copywriter, ottimizzati con logiche SEO e valorizzati mediante campagne media e social advertising. “Si tratta di un vero business – afferma Alessandro Reggiani, Presidente e Amministratore Delegato di Prismi Spa – molte aziende sono impegnate nel restyling della propria immagine sul web. Il mercato digitale è in continua evoluzione e offre straordinarie opportunità agli imprenditori, che devono saperne cogliere i vantaggi. L’onda digitale non solo è inevitabile, ma è in grado di offrire grandi benefici al business”.
“Prismi ci ha permesso di rendere concrete tutte quelle attività spesso descritte in modo complicato, traducendole in un aumento delle vendite” dichiara Rossella Sartori, Responsabile Marketing di Blondi Gioielli, che aggiunge: “Grazie all’e-commerce confrontando i giorni di promozione relativi al ‘black Friday’ le vendite sono risultate superiori del + 4.789,86%, mentre il numero di transazioni è cresciuto del + 3.887,50% e il valore medio degli ordini è stato del + 22,63%”.
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Soliera: Voilap continua a crescere e rileva anche la Mecal

L’azienda di Limidi di Soliera Voilap annuncia di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione dell’80% del capitale sociale di Mecal.

Il gruppo modenese Voilap con sede a Soliera ha raggiunto un accordo per l’acquisizione dell’80% del capitale sociale di Mecal. Fondata nel 1978 a Frascarolo (Pavia), Mecal è uno dei principali attori nel settore delle tecnologie per la lavorazione dell'alluminio a livello nazionale ed internazionale. Occupa 150 dipendenti e ha generato nel 2019 un fatturato di oltre 30 milioni di euro, di cui più del 75% all'estero. Il perfezionamento dell'operazione è previsto nel corso del primo quadrimestre 2020 e proietta il gruppo del presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, verso un fatturato di oltre 350 milioni di euro. Si tratta della quinta acquisizione degli ultimi sei anni. "Mecal - dichiara Caiumi - si inserisce nel core business storico del gruppo, in quella che abbiamo denominato Divisione Industriale, andando a rafforzare una leadership già consolidata nel mondo della lavorazione dell'alluminio, del Pvc e delle leghe leggere con i marchi Elumatec, Emmegi e Tekna". Fondato nel 1970, il gruppo Voilap offre tecnologie al servizio delle Smart City. E' presente in oltre 60 Paesi con otto stabilimenti produttivi (in Italia e Germania), una rete di 40 filiali commerciali e 1.400 addetti. Ha raggiunto nel 2019 un fatturato di oltre 300 milioni di euro.
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SITI B&T acquista il 75% di Diatex

Il Gruppo formiginese Siti B&T continua ad investire e crescere grazie all'acquisizione della ditta veneta. Operazione da 7,5 milioni di euro.

SITI B&T Group, produttore di impianti completi per piastrelle e sanitari, ha concluso l’acquisizione del 75% del pacchetto azionario di Diatex. L’operazione ha un valore complessivo di 7,5 milioni di euro. Società di Villaverla (Vicenza), Diatex è attiva nella produzione di utensili diamantati per la lavorazione lapidea, della ceramica e del vetro. Nel 2018 la ditta veneta ha sviluppato un fatturato di 10,7 milioni di euro. Si rafforza ulteriormente, così, la posizione di SITI B&T Group quale fornitore di impianti completi con cuore nel distretto ceramico. Qui hanno sede il quartier generale e tutta l’attività di Ricerca & Sviluppo concentrata nel centro tecnologico BT-Lab di Formigine, e con braccia operative in tutto il mondo. “Quest’acquisizione – commenta Fabio Tarozzi, CEO di SITI B&T Group – ci permette di valorizzare nuove sinergie con le tecnologie di finitura della nostra società Ancora, per proporre al mercato nuovi prodotti ad alte prestazioni e nuovi servizi. Diatex potrà dare un forte impulso all’export proprio grazie al nostro network internazionale, che conta su oltre 20 filiali”. SITI B&T Group quindi continua a investire e crescere, unendosi a un’azienda leader nel suo segmento con forti competenze ceramiche. Diatex e SITI B&T hanno già sviluppato insieme dei dischi diamantati per un innovativo sistema di taglio in crudo per la linea Supera® installata presso il cliente Best Surface, in Spagna. Nel catalogo Diatex figurano, oltre ai dischi di taglio, le mole di squadratura per la ceramica, in particolare per la squadratura a secco, nella quale Ancora (la società del Gruppo SITI B&T specializzata nel finishing della piastrella) si distingue con le soluzioni high speed, che garantiscono la massima produttività al mondo. Leggi l'articolo completo sul sito del Gruppo B&T. In Foto Fabio Tarozzi.
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Vignola: il Gruppo Fabbri acquisisce CAVECO

Grazie all’ingresso di CAVECO in Gruppo Fabbri prosegue il percorso di crescita della storica realtà modenese leader nel settore del confezionamento del fresco, mentre CAVECO accelera il percorso di internazionalizzazione recentemente intrapreso.

CAVECO, società bresciana specializzata nelle macchine per il confezionamento alimentare, entra nel Gruppo Fabbri, realtà industriale internazionale da oltre 60 anni sul mercato leader nel medesimo settore. Con circa 500 dipendenti, 160 brevetti concessi in diversi paesi nel mondo e il 5% del fatturato investito in Ricerca e Sviluppo, Gruppo Fabbri opera presso i trasformatori del fresco e presso il retail con soluzioni che coprono tutti i settori alimentari. Il Gruppo è composto da 3 unità produttive, di cui 2 in Italia e 1 in Svizzera, e 6 società commerciali e di servizio in Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera e Russia. Presente in circa 80 paesi, Gruppo Fabbri è perfettamente integrato nella filiera distributiva e si distingue per la costante attenzione prestata alle necessità della clientela. CAVECO, azienda bresciana che nel 2019 ha celebrato i 40 anni dalla sua fondazione, si è costruita nel tempo una solida fama grazie all’estrema robustezza ed affidabilità delle sue macchine. Negli anni si è specializzata anche nel dosaggio di prodotti considerati “difficili” e nell’offerta di linee complete dedicate alla preparazione di vari alimenti. “Questa acquisizione – commenta Stefano Mele, amministratore delegato di Gruppo Fabbri – costituisce un ampliamento naturale del perimetro di attività del nostro gruppo, rafforzandoci ulteriormente nel segmento strategico delle macchine per la termosigillatura e delle linee di confezionamento. Metteremo a fattor comune le reciproche esperienze e capacità, valorizzando al massimo il business e le soluzioni acquisite, continuando a investire nell’evoluzione dei nostri prodotti e nello sviluppo del mercato.” “Siamo contenti di entrare a far parte di Gruppo Fabbri – aggiunge Franco Vellutini, fondatore di CAVECO – perché questo ci consentirà di unire le forze e permetterà lo sviluppo ancora più accelerato della nostra strategia.” La famiglia Vellutini rimarrà nell’azionariato della società e contribuirà attivamente allo sviluppo futuro del Gruppo dalla sede Caveco di Palazzolo sull’Oglio (BS). Parte delle risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell’operazione sono state messe a disposizione da Banco BPM, importante istituto bancario italiano recentemente sempre più vicino al percorso di crescita di Gruppo Fabbri. Leggi l'articolo completo sul sito di CAVECO. Immagine di ModenaToday.