I 7 lavori del futuro più pagati e richiesti
Quali lavori nel futuro saranno più ricercati e meglio pagati? Se te lo sei chiesto almeno una volta, continua a leggere, non rimarrai deluso!
Automobili elettriche, nuove energie rinnovabili, incontri nel metaverso: il futuro è già qui e devi prepararti al meglio. Nella vita bisogna evolversi e se stai leggendo questo articolo, siamo sicuri tu sia nato sotto l’ascendente della lungimiranza. Ti stiamo tenendo sulle spine? Ecco accontentata la tua curiosità con la lista dei 7 lavori del futuro più pagati e richiesti:
1. Digital Trasformation Manager
Digital transformation... che? Niente panico, comprendere questa nuova figura professionale è in realtà più semplice che mai. Conosci delle aziende che usano dei sistemi di comunicazione anteguerra? Mezzi subito successivi al piccione viaggiatore o alle missive a cavallo per intenderci. Lo specialista nella trasformazione digitale si occupa della digitalizzazione delle attività aziendali. Una figura centrale che aiuta l'azienda a essere sempre aggiornata sulle ultime innovazioni digitali.
2. Ingegnere robotico
Al secondo posto tra i 7 lavori del futuro più richiesti e pagati troviamo proprio l'ingegnere robotico. No, non stiamo parlando di fantascienza e non si tratta di costruire robot umanoidi in stile "L'uomo bicentenario" (almeno per ora). L’ingegnere robotico è colui che progetta e costruisce macchine che sono programmate per svolgere un'infinità di compiti ripetitivi. Questa figura professionale sarà una presenza centrale e sempre più ricercata nel settore industriale.
3. Project Manager
Ma qualcuno ha mai capito cosa fa il Project Manager e perché ogni azienda ne ha uno? Quello che si sa per certo è che è una figura cardine nel presente e lo sarà ancor più nel futuro. Il Project Manager è in pratica il Chuck Norris dei pianificatori e cura tutti i progetti e le attività quotidiane di un'azienda. Aiuta a mantenere i team organizzati, a ottimizzare la comunicazione, a rispettare i tempi e monitora il raggiungimento degli obiettivi. Insomma, forse facciamo prima a elencare quello che non fa.
4. Esperto di energia sostenibile
Questa figura professionale si sta diffondendo come un'edera sulle pareti del settore industriale e si sta radicando come una tamerici negli abbondanti suoli dell'edilizia e della pianificazione urbanistica. Stiamo parlando dell’esperto di energia sostenibile, tecnico che si occupa di monitorare e ottimizzare l'uso di energia. L'obiettivo è incrementare l'efficienza e limitare gli sprechi.
5. Marketer ambientale
Un altro lavoro del futuro tra i più richiesti e pagati è quello del Marketer Ambientale. Non stiamo parlando di un semplice diplomato alle scuole serali di Greta Thunberg, ma di un vero esperto di comunicazione con focus sull’ambiente. Le strategie mirano a migliorare le condizioni ambientali e a sensibilizzare le masse verso l'adozione di uno stile di vita sostenibile e ad emissioni zero.
6. Social Media Manager

Se il Social Media Manager fosse una pietanza, sarebbe sicuramente un tris di primi condito con analisi, pianificazione e studio dei dati. Ovviamente non si può ridurre una figura professionale così importante a un piatto da trattoria. Il Social Media Manager è molto di più e non si limita alla mera "gestione dei social network" e non è un ruolo che potrebbe coprire "mio cugino" o il figlio adolescente di Amadeus (se hai visto Sanremo 2023 sai a cosa ci riferiamo). Il Social Media Manager ha un background di studi specifici alle spalle che mirano a valorizzare e raccontare l'azienda al fine di costruirle una sana e forte reputazione.
7. Content creator
Figura professionale emergente nel mondo del lavoro, il Content Creator si occupa di creare contenuti accattivanti per aziende e brand.
La sua borsa è come quella di Mary Poppins: computer, cavalletto, ring light, macchina fotografica, microfono e tanto altro. Tra le sue competenze abbiamo la creazione e montaggio di video, la stesura di testi, la realizzazione di grafiche effetto-wow, tutto questo senza dimenticare un'analisi accurata del brand.
Nel 2022 si evidenzia una congiuntura particolarmente positiva nel metalmeccanico, trainato dal boom della produzione di auto sportive e del relativo indotto. Prosegue l’espansione produttiva a due cifre nella maglieria (+12%), nell’abbigliamento (+14,8%) e nel biomedicale (+12%). Debole ma positivo il trend della produzione nell’industria alimentare (+3,6%).
L’unico settore che retrocede è il ceramico (-10,9%), particolarmente penalizzato dagli alti costi energetici e dalle difficoltà di reperimento delle materie prime.
I dati Istat sul commercio estero hanno mostrato nel 2022 un sostenuto incremento dell'export modenese (+19,1%), che segna livelli mai toccati fino ad ora: 17.534 milioni di euro. Modena mantiene l'ottava posizione tra le province italiane per valore di export.
Il turismo E’ stato un anno molto importante per il settore turistico dell’Emilia-Romagna: nel 2022 ha finalmente recuperato quasi tutte le perdite causate dalla pandemia, con l’arrivo di più di 10,5 milioni di visitatori, che generano un incremento annuale del 32,4%; tuttavia il confronto con il 2019 rimane ancora negativo (-8,6%). Il trend della provincia di Modena è superiore a quello regionale, infatti, con 701.990 presenze, aumenta del 47,2% rispetto al 2021, pari a 225.031 arrivi in più. Grazie a tale risultato ci si avvicina molto ai valori pre-pandemia, con solo una piccola diminuzione rispetto al 2019 (-2,4%).
La ripresa più sensibile si registra negli esercizi alberghieri (+47,4%), tuttavia tale categoria aveva perso molti più clienti nel periodo pandemico, pertanto rimane ancora negativa rispetto al 2019 (-4,7%). Gli esercizi extralberghieri incrementano del 37,8% il flusso di visitatori e sono positivi anche rispetto al 2019 (+9,9%).
L’aumento degli occupati modenesi avviene soprattutto tra i lavoratori indipendenti con un risultato estremamente positivo (+19,4%), mentre i lavoratori dipendenti, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori, aumentano solamente dell’1,3%. Contrariamente all’anno precedente, nel 2022 sono le donne che aumentano maggiormente le fila degli occupati (+9,0%), mentre gli uomini crescono dell’1,3%.
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Prepararsi a un colloquio di lavoro è fondamentale in quanto ti permette di acquisire sicurezza e intraprendenza. Immedesimati nella scena: squilla il telefono, rispondi, ed ecco che una delle 58 aziende a cui hai mandato il curriculum vuole fissare un incontro conoscitivo con te. Niente panico! Sappiamo che non avrai capito al volo il nome dell’interlocutore. Per questo motivo chiedi gentilmente di farti mandare un messaggio di riepilogo con la data, il luogo dell’incontro e ovviamente il nome dell’azienda.
Per prepararti al colloquio, ora non ti basta che “stalkerare” ( in senso buono) i social dell’azienda, il sito internet per leggerne la storia fin dagli albori, dare un’occhiata agli articoli che hanno pubblicato sul blog e scoprire le ultime news.
Se ti presenti al colloquio di lavoro con tutte queste informazioni, sarai in grado di placare l’ansia e inoltre, il recruiter sarà entusiasta di vedere una persona pro-attiva e dedita a conoscere il suo futuro posto di lavoro.
Ah, la mente, la mente! Se solo avessimo il modo di fermare certi pensieri negativi che condizionano così tanto il nostro umore e le nostre giornate.
Beh, esiste una tecnica! Innanzitutto, bisogna saper riconoscere i pensieri negativi e una volta classificati come tali, li osserviamo senza giudicarli e spostiamo la nostra attenzione su pensieri positivi.
Ho capito, ti serve un esempio in pratica: stai camminando per strada e all’improvviso la mente ti dice “Non passerai mai il colloquio di lavoro, non saprai rispondere alle domande e farai una brutta figura”...
Complice anche il sostenuto incremento dei prezzi verificatosi nel corso del 2022, l’export annuale risulta di 17.534 milioni di euro, valore mai raggiunto in precedenza dalla provincia. L’incremento in valore assoluto è di 2.815 milioni di euro rispetto al 2021, mentre la crescita percentuale è del 19,1%, superiore al totale regionale (+14,6%), ma inferiore al totale nazionale (+20,0%). Modena mantiene l’ottava posizione tra le province italiane per valore di export.
Risultano pressoché identici i primi dieci paesi verso cui si dirige l’export modenese: al primo posto permangono gli Stati Uniti, con una crescita eccezionale pari al +31,6%, seguono la Germania (14,3%), la Francia (+15,6%) e il Regno Unito (+14,0%), che dopo un periodo di difficoltà riprende il trend usuale. Ottima anche la performance della Spagna (+24,6%). Degna di nota la crescita della Cina, che con un risultato pari al +39,9% guadagna un posto nella classifica, infine i Paesi Bassi segnano un +29,0% scalzando dal decimo posto la Polonia. Gli incrementi più modesti riguardano invece la Svizzera (+5,0%), il Belgio (+4,7%) e il Giappone, che con una crescita dell’1,6% scende dal sesto al settimo posto.