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Florim: apertura di nuovi Flagship Store nei mercati strategici mondiali

Dopo Milano, Mosca e New York, Florim annuncia l’apertura di nuovi Flagship Store nei più importanti centri del design internazionale.

Si tratta di spazi istituzionali di riferimento in mercati strategici volti a promuovere bellezza e stile made in Florim nel mondo. Dopo le aperture di Milano, Mosca e New York, il Flagship Store di Singapore sarà il prossimo spazio ad essere inaugurato il 29 novembre 2019. A questo si aggiungeranno altre aperture nel 2020. Si tratta di investimenti importanti che rientrano nella strategia del Gruppo di avvicinarsi ai grandi studi di progettazionepromuovere il prodotto ceramico Florim e l’utilizzo delle grandi lastre. I singoli Showroom sono realizzati per rispondere alle esigenze dei progettisti di tutto il mondo. Non si tratta soltanto di spazi espositivi dei prodotti, ma rappresentano soprattutto un punto di incontro con architetti ed interior designer. Florim produce da più di 50 anni superfici ceramiche per tutte le esigenze dell’edilizia, dell’architettura e dell’interior design. Guidata da Claudio Lucchese, figlio del fondatore Ing. Giovanni Lucchese, l’azienda conta oggi 1.400 dipendenti nel mondo e un fatturato di oltre 400 milioni di euro. Leggi l'articolo integrale su La Gazzetta di Modena.
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Matrimonio epocale nel mondo della moda: Liu Jo acquista Blumarine

Marco Marchi, il patron di Liu Jo, ha annunciato ieri la fusione tra i due colossi della moda carpigiana.

Importante acquisizione tutta made in italy quella avvenuta a Carpi, storico polo del tessile italiano. Dopo mesi di rumors e indiscrezioni, Liu Jo ha ufficialmente acquistato il 100% di Blumarine. Lo ha reso noto Marco Marchi, fondatore nel 1995 con il fratello Vannis di Liu Jo. Il patron della nota azienda di abbigliamento nata a Carpi non ha mai nascosto il suo forte interesse verso Blumarine. Ora il suo sogno si è realizzato: acquisire «una delle maison che hanno fatto la storia della moda in Italia».

Il marchio Blumarine è stato fondato nel 1977 dalla stilista Anna Molinari e dal marito Gianpaolo Tarabini e ha un fatturato sui 70 milioni di euro. Il giro d'affari di Liu Jo è arrivato invece a 435 milioni di euro ed è in rapida crescita.

Blumarine è stata acquisita da Marchi mediante la holding di recente costituzione ‘Eccellenze Italiane'. Un gruppo quindi tutto italiano fortemente voluto dall'imprenditore emiliano «in quanto siamo stanchi e frustati di essere ‘scippati’ delle nostre eccellenze specie da parte degli stranieri, con chiaro riferimento ai francesi. E per competere, oggi, è necessario avere una certa dimensione. Il che può avvenire anche mediante l’acquisizione di altre imprese che operano nello stesso settore».

Esprime soddisfazione anche la stessa Anna Molinari, direttore creativo del Gruppo Blumarine. Grazie a Marchi, infatti, Blumarine resterà in Italia e a Carpi. Leggi l'articolo integrale su Il Resto del Carlino di Modena.
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Foodracers: la startup di food delivery sbarca a Sassuolo e cerca nuovi racers

Dopo l'apertura del servizio a Carpi, Foodracers arriva a Sassuolo e apre le selezioni per nuovi racers e nuove partnership.

Già attiva in 45 città italiane tra cui Carpi, Foodracers arriva anche a Sassuolo. La startup di food delivery 100% italiana è ora alla ricerca di racers per la consegna dei pasti, oltre che di nuove collaborazioni coi ristoratori della zona. Chiunque possieda uno smartphone e un mezzo di trasporto adeguato può candidarsi come racer. E' possibile programmare la propria attività in modo autonomo, senza alcun vincolo di orario o reperibilità. Per inviare la propria candidatura e reperire tutte le informazioni accedere direttamente al Sito di Foodracer Diventa Racer. Foodracers offre dunque un servizio ai cittadini e allo stesso tempo fornisce occasione di sviluppo per i ristoratori. Il punto di forza della startup è proprio quello di offrire nuovi scenari di sviluppo nelle più svariate categorie, consentendo di poter scegliere e farsi recapitare (ordinando tramite l’app o il sito) piatti di ogni genere. Leggi l'articolo integrale su ModenaToday.
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Appennino Modenese, nasce il Liceo Scientifico per gli sport invernali

Prenderà il via nel 2020 a Pievepelago (MO) il nuovo liceo scientifico per gli sport invernali.

Il nuovo liceo scientifico per gli sport invernali è stato presentato in occasione di Skipass presso Modena Fiere. Partirà nell’anno scolastico 2020/2021 e offrirà agli studenti l’opportunità di valorizzare la pratica sportiva e agonistica nell’ambito della programmazione didattica. Una proposta educativa realizzata dall’istituto superiore “Cavazzi” in collaborazione con la Fsi-Federazione Italiana sport invernali e il supporto di UniMore che lo scorso aprile ha ricevuto il via libera dal Miur. Il progetto coinvolgerà i Comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato. L’obiettivo è diplomare liceali-atleti specializzati in sci alpino e nordico. La sperimentazione prevede l’utilizzo di una piattaforma e-learning e l’integrazione fra la didattica, la preparazione atletica e lo svolgimento degli allenamenti. Al superamento dell’esame di Stato sarà rilasciato il diploma di liceo scientifico, con l’indicazione “sezione ad indirizzo sport invernali”. La Regione Emilia Romagna ha stanziato 300 mila euro annuali per tre anni per sostenere l’avvio e il funzionamento del progetto, attraverso contributi agli studenti che studieranno e si alleneranno nei territori montani, contrastandone lo spopolamento. Gli studenti fuori sede saranno ospitati presso una struttura alberghiera organizzata come servizio educativo convittuale. Il nuovo liceo ha un solo precedente in Italia a Tarvisio, dove dal 2000 opera la scuola per gli sport invernali Ingeborg Bachmann. Leggi l'articolo integrale su Regione Emilia-Romagna e Il Sole 24 Ore.
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Maserati, lo stabilimento di Modena mantiene un ruolo centrale

Lo stabilimento Maserati di Modena resta centrale per la produzione di un nuovo livello di alta gamma e per le attività di ricerca e sviluppo.

E' questo quanto emerso sul futuro della fabbrica modenese della Maserati nell'incontro tra sindacati di categoria, il sindaco del Comune di Modena Gian Carlo Muzzarelli e l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Palma Costi. In questa fase occorrerà prestare particolare attenzione ai tempi di attuazione delle nuove produzioni nonché all'utilizzo degli ammortizzatori sociali che accompagneranno la transizione. Diventa quindi sempre più urgente la necessità per tutte le regioni interessate dalla fusione tra Fca e Pegeut di essere presenti al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico sull'automotive. E' infatti fondamentale aprire un focus specifico sull'impatto che la fusione potrà avere sul sistema produttivo e occupazionale italiano. Secondo Muzzarelli è indispensabile la collaborazione tra l’istituzione regionale e quella locale per seguire i processi di investimento per fare di Modena il riferimento nazionale della terra dei motori. Per quanto riguarda la Maserati occorre garantire gli investimenti per gli stabilimenti Modenesi, tenendo conto di occupazione e sviluppo tecnologie.

Il parere delle sigle sindacali.

Nonostante l'ufficialità dell'arrivo in produzione del nuovo modello sportivo nella seconda metà del 2020, restano tanti i dubbi di Fiom-Cgil sulla tenuta di Maserati-Fca. Tra pochi giorni, infatti, ci sarà un nuovo stop produttivo. Già oggi la produzione nello stabilimento modenese è limitata a 7/8 giornate al mese. Non si sa ancora quante giornate di contratto di solidarietà toccheranno ai lavoratori Maserati dopo la metà di novembre. Non si conoscono nemmeno quanti e quali ammortizzatori occorrerà utilizzare alla scadenza del contratto di solidarietà. A quella data, infatti, lo stabilimento sarà ancora in piena ristrutturazione. Inoltre, ad oggi in Maserati sono stati utilizzati quasi 17 mesi del contatore di ammortizzatori sociali dei 24 a disposizione nel quinquennio. Maggiormente positivo è invece l'approccio della Fim Cisl. Il segretario generale Giorgio Uriti sostiene infatti che una fusione di questo tipo presenta sempre rischi e opportunità. Bisogna pertanto cercare di prevenire i primi e cogliere le seconde. Questa aggregazione sarà di grande impatto sia per l'azienda che per il Paese. Un buon piano industriale di integrazione consentirà di superare eventuali sovrapposizioni garantendo occupazione stabile in Italia. A Modena, in particolare, la Maserati non dovrebbe correre pericoli, perché i francesi non hanno vetture di quella gamma. Leggi l'articolo completo su Modenatoday.
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Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna ha i suoi primi laureati

Si è concluso il percorso accademico dei due anni di laurea magistrale per i 25 studenti di Muner.

Si è svolta giovedì 24 ottobre presso il Museo 'Enzo Ferrari' di Modena la prima cerimonia di laurea di Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna. 10 studenti dell'indirizzo Advanced Automotive Electronic Engineering e 15 studenti del percorso Advanced Automotive Engineering hanno concluso il percorso accademico dei due anni di laurea magistrale. Presenti alla cerimonia anche i referenti delle aziende della Motor Valley consociate. Progetto fortemente voluto dalla Regione e unico nel panorama italiano e straniero, Muner nasce nel 2017 dalla collaborazione tra le migliori Università del territorio (Modena e Reggio Emilia, Bologna, Parma e Ferrara) e 10 delle aziende più eccellenti del mondo automotive (Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas F1 Team, Hpe Coxa, Magneti Marelli, Maserati, Pagani e Scuderia Toro Rosso). Obiettivo dell'ateneo è quello di attirare giovani talenti da tutto il mondo e formare una nuova generazione di ingegneri in grado di disegnare l'auto del futuro. L'accesso al Muner è a numero chiuso. Occorre infatti essere laureati con un punteggio non inferiore a 95/100 e avere una conoscenza almeno B2 della lingua inglese. Se i primi 25 ragazzi laureati sono italiani, è in aumento il numero di studenti internazionali. Tra i paesi di provenienza: Canada, India, Colombia, Turchia, Guatemala, Indonesia, Cina, e da Polonia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Romania, Ungheria, Croazia, Grecia, Germania e Belgio. Leggi l'articolo completo su Il Resto Del Carlino di Modena. Foto di Motorvehicle University of Emilia Romagna.
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Conserve Italia investe a Modena con un impianto innovativo

Conserve Italia investe 7 milioni in un moderno impianto nello stabilimento di Ravarino.

Conserve Italia ha presentato al pubblico la nuova linea produttiva per polpe e passate di pomodoro in Tetra Recart. Il moderno impianto è stato realizzato nello stabilimento di Ravarino, si estende su 3mila mq e ha una potenzialità di 55 milioni di pezzi l’anno. E’ entrato in funzione con la campagna dell’estate scorsa e ha già prodotto 10 milioni di brik. Durante la fase di progettazione è stata posta grande attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale. Il packaging, inoltre, è realizzato in Tetra Recart®, un nuovo tipo di confezionamento più facilmente smaltibile rispetto al vetro o alla plastica.  Questo investimento è uno dei più importanti tra quelli fatti negli ultimi anni dal gruppo e consente di valorizzare al meglio il pomodoro conferito dai soci agricoltori. L'elevato livello tecnologico e di automazione fa si ché l’impianto sia in grado di lavorare fino a 12.000 pezzi all’ora. Grazie alla nuova linea la capacità produttiva dello stabilimento di Ravarino è aumentata di oltre il 20%. La produzione è infatti passata da 74 a 90 milioni di pezzi l’anno. Inoltre, si è generato anche un impatto occupazionale con 25 lavoratori stagionali in più assunti. Dal 2014 il Gruppo ha deciso di puntare su Ravarino per pomodoro e legumi biologici. Negli ultimi anni lo stabilimento ravarinese è divenuto un punto di eccellenza con una capacità produttiva di 75.000 tonnellate di materia prima all’anno. Leggi l’articolo completo su Il Resto del Carlino di Modena. Foto di ModenaToday.
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Ex AEM di Modena: ricavati 18 spazi di lavoro condiviso

Venerdì 25 ottobre saranno presentate le 18 postazioni di lavoro realizzate all'interno del Laboratorio Aperto Ex AEM di Modena.

Diciotto efficienti spazi di lavoro saranno disponibili all’interno del Laboratorio Aperto Ex AEM di Modena. Realizzato nella sede delle Aziende Elettriche Municipalizzate in viale Buon Pastore 43, il laboratorio è uno spazio in cui fare impresa e sviluppare nuovi prodotti e tecnologie innovativi per la cultura, lo spettacolo e la creatività. Un punto d’incontro tra professionisti, start up, istituzioni e cittadini. E’ aperto a tutti coloro che sono interessati ad ideare, condividere e sperimentare modelli, applicativi, prodotti e servizi basati sull’utilizzo del digitale. L’EX AEM fa parte di un circuito che comprende Laboratori Aperti anche a Ferrara, Forlì, Piacenza e Ravenna. Il Lancio della call for resident del Laboratorio Aperto di Modena è fissato per venerdì 25 ottobre alle ore 10. Durante la mattinata si affronteranno diverse tematiche. Si parlerà delle nuove dinamiche del lavoro per proseguire con la presentazione delle 18 postazioni. Sarà presentato anche il progetto del Lab Space, che prevede la realizzazione di laboratori di robotica per ragazzi. L’obiettivo è coinvolgere professionisti e ricercatori che credano nell’innovazione e che vogliano far parte di un progetto condiviso, contribuendo con le proprie capacità alle attività. Ognuna delle postazioni realizzate mette a disposizione computer, armadi privati, connessione wi-fi e possibilità di utilizzare la stampante. Gli utenti interessati potranno scegliere tra due tipologie di accesso agli spazi, con costi e servizi offerti differenti. Inoltre, entro il 15 novembre sarà possibile presentare domanda per ottenere una delle 4 postazioni disponibili ad uso gratuito. Questi primi spazi verranno assegnati a chi proporrà le idee progettuali ritenute più interessanti. Leggi l'articolo completo su MODENATODAY.
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Cassa Integrazione in crescita in Provincia di Modena

Raddoppiate le ore di cassa integrazione nel 2019 rispetto allo stesso periodo 2018

Sono allarmanti i dati forniti dall’Inps sull’utilizzo della cassa integrazione. In Emilia Romagna è proprio la Provincia di Modena il territorio in cui le aziende hanno fatto, nel 2019, maggiore ricorso all'ammortizzatore sociale. Tra gennaio ed agosto 2019 sono state 2.994.460 le ore di cassa integrazione autorizzate, esattamente il doppio rispetto a quelle registrate per lo stesso periodo del 2018 (1.430.556). Questi dati definiscono chiaramente un trend di peggioramento dello stato di salute del tessuto industriale modenese. Il mercato del lavoro, inoltre, continua a far registrare un grande utilizzo di contratti a termine e in somministrazione e un aumento dei contratti part-time. Leggi l’articolo completo su Il Resto Del Carlino di Modena