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SOCIETA' COOPERATIVE, L'EMILIA-ROMAGNA AL PRIMO POSTO PER OCCUPAZIONE

235mila occupati e 33.7 miliardi di fatturato per le società cooperative della "Coop Valley"!

L’Emilia-Romagna è la prima regione d’Italia per occupazione in ambito della cooperazione. Come riporta il rapporto biennale sulla cooperazione 2020-2021, quasi 1 occupato su 7 è assunto da una società cooperativa. La cooperazione è una colonna portante dell’economia Emiliano-Romagnola, le 4.548 imprese del territorio generano 33.7 miliardi di euro di fatturato. Il fatturato della regione rappresenta il 30% del fatturato nazionale del settore cooperativo (116.9 miliardi), generato dal lavoro di circa 235mila addetti, il 13% dell’occupazione regionale.   Il rapporto è stato presentato in occasione della Giornata Internazionale della Cooperazione, dedicata al contributo che il sistema cooperativo può dare al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile posti dall’Onu. In questa occasione Francesco Milza, presidente dell'Alleanza Cooperative Italiane dell'Emilia-Romagna, ha sottolineato che C'è il modello cooperativo e mutualistico dietro la resilienza di questo territorio e alla sua capacità di resistere e innovare anche nelle situazioni più complesse e difficili, con una visione di lungo periodo che sostiene assieme crescita economica, sviluppo sociale e responsabilità ambientale” . Nella “Coop Valley”, così definita dagli esperti del settore, la percentuale di posti di lavoro creati dalle società cooperative (13%) è nettamente superiore al dato nazionale (8%), stessa valutazione per il Pil generato dal settore 13% del Pil regionale, mentre a livello nazionale rimane al 4,4%  Questi risultati sono portati da un’azione strategica che ha attuato un’importante quantità di azioni volte a sostenere e supportare le attività cooperative tra il 2018 e il 2022. In Emilia-Romagna oltre il 70% degli occupati del settore sociale fa parte di cooperative, mentre risulta il 40% nel settore dei servizi alle imprese, il 30% nella logistica, il 20% nell’alimentare, il 17% nell'agricoltura, il 13% nell'accoglienza e ristorazione. Il 40% del fatturato del settore cooperativo viene però da due delle più importanti cooperative a livello regionale e nazionale del settore alimentare, ovvero Coop e Conad. Anche il presidente della regione Stefano Bonacini vede come chiave strategica la forma aziendale cooperativa, soprattutto riguardo ai temi di obiettivi green, energie rinnovabili e autoconsumo, “I principi mutualistici ed etici della cooperazione sono asset condivisi sul territorio, fatti propri dal Patto per il lavoro ed il clima, indispensabili per rilanciare l'economia e raggiungere l'obiettivo comune di costruire prospettive durevoli per le generazioni future”. La mutualità viene anche posto come pilastro strategico per lo sviluppo economico e sociale, sottolinea Vincenza Colla, assessore allo Sviluppo economico e lavoro dell'Emilia-Romagna, “La cooperazione rappresenta una componente strategica, storica e identitaria della nostra Regione, e oggi è la linfa che alimenta settori fondamentali come i servizi sociali e alla persona. Una realtà che ha contribuito anche alla tutela e al rafforzamento dei diritti dei lavoratori, che in grande maggioranza, all'interno del mondo cooperativo della Regione, sono a tempo indeterminato, con una percentuale di stabilizzazione più alta che in altri settori”.  La cooperazione non ha solo aspetti positivi da considerare, spesso non si guarda il lato negativo di questo settore. Infatti si tende a tralasciare il fatto che l’utilizzo della forma cooperativa sociale mascheri l’intento di sfruttare la possibilità di abbattimento salariale per i lavoratori, che si ritroverebbero a ricevere paghe orarie inferiori rispetto agli altri settori produttivi.  Fonti Il Sole 24 Ore, Il Nord-Est Quotidiano
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IUNGO SpA CERCA 100 TALENTI DA INSERIRE IN AZIENDA

100 figure nel settore della Logistica e nelle professioni digitali per ampliare il team!

L’azienda IUNGO SpA ha definito per il 2022 un piano di assunzioni per la selezione di 100 risorse nei prossimi 24 mesi. Le figure ricercate sono talenti nel settore Logistica&Operations nei ruoli di: 
  • Developers 
  • Engineers 
  • DevOps Engineer 
  • Tech Lead. 
Nell’ultimo anno l’azienda ha raggiunto un fatturato di 5 milioni di euro e una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Una notevole crescita che ha portato ad un ampliamento dell’organico. Il settore della logistica insieme a tutte le professioni digitali sta trainando la domanda di lavoro a livello globale, con prospettive occupazionali in crescita del 44%.  IUNGO, è una piattaforma dedicata all’ottimizzazione dei processi di supply chain management, nata nel 2001 come spin-off della facoltà di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Il software IUNGO è una piattaforma altamente innovativa, che ha come obiettivo la gestione dei processi di Procurement e Supply Chain. Attualmente è utilizzato da oltre 400 aziende in tutto il mondo. Nella piattaforma è stato integrato anche un servizio di e-mailing con una community di circa 80 mila utenti giornalieri.   Per ampliare l’offerta dei propri servizi e fornire ai propri clienti servizi sempre più all’avanguardia in sistemi di Cloud, IA, Hyper Automation, IoT e analoghi, l’azienda vuole ampliare il team con 100 giovani talenti. L’offerta è basata su contratti di lavoro in smart working rivolti a profili con diverso livello di esperienza in campo digitale e informatico. L’obiettivo è sviluppare progetti di evoluzione di prodotto nel lungo periodo. Per questo sono ricercate figure con competenze approfondite nei campi di: 
  • Programmazione ad oggetti 
  • OOP 
  • Principi SOLID 
  • Disign Pattern 
  • API RESTful 
  • Database relazionali 
  • HTML5 
  • CSS3  
  • JavaScript. 
Per quanto riguarda la figura dei DevOps Engineer, i candidati si occuperanno di integrare i processi, strumenti e metodologie per lo sviluppo dei software utilizzando le conoscenze di: 
  • DevOps Tools (Jenkins, Terraform, Ansible, Gitlab, Docker e Kubernetes) 
  • Pipeline di Continuous Integration e Continuous Delivery 
  • Linux Based 
  • Google Cloud Platform/AWS 
L’azienda sta allargando il Team ma non solo, sta iniziando un progetto di ingrandimento dell’headquarter con sede a Modena per accogliere sempre più talenti e soddisfare sempre più clienti.  Fonti Modena Today, La Stampa
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LA SFIDA FERRARI - CARBON NEUTRAL ENTRO IL 2030

Ferrari anticipa la scadenza del piano UE per le auto elettriche

Durante il Capital Markets Day 2022, Benedetto Vigna, CEO Ferrari, lancia una sfida al tutto il mondo dell’automotive. Infatti, presentando il piano di sviluppo, Vigna ha annunciato che l’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030, 5 anni in anticipo rispetto alla deadline fissata dal piano dell’Unione Europea.   Dopo avere confermato il raggiungimento degli obiettivi fissati per il quadriennio 2018-2022, il CEO Ferrari ha presentato i lanci dei nuovi modelli previsti nel piano strategico 2022-2026, nei quali vedremo i primi passi verso l’obiettivo di neutralità carbonica. In nuovi modelli saranno 15, a settembre 2022 sarà presentato il “Purosangue”, la prima supercar che richiama le caratteristiche di un SUV della casa automobilistica del cavallino.   Il verso salto di categoria avverrà nel 2025, quando sarà presentata la prima Ferrari elettrica. L’auto manterrà tutte le caratteristiche distintive “Ferrari”, differenziandosi sul mercato dalle altre auto sportive a zero emissioni grazie ad una serie di tecnologie innovative sviluppate internamente. Per la linea elettrica sono stati progettati e creati negli stabilimenti di Maranello, motori ad alta efficienza che sfruttano l’esperienza e la tecnologia sviluppate nel reparto corsa. Anche per quanto riguarda le batterie l’esperienza nelle competizioni è stato il know-how cardine, saranno prodotte a mano e inserite direttamente nella scocca. Il team di ingegneri Ferrari ha sviluppato un software collegato a sistemi di raffreddamento per sostenere il funzionamento delle batterie, promettendo di migliorare il funzionamento del 10% ogni due anni.  La nuova Ferrari elettrica garantirà le prestazioni degli altri modelli, nonostante il grande utilizzo di materiali ecosostenibili per la creazione dei diversi componenti. Al suo fianco si continuerà comunque a sviluppare la linea ICE, linea caratterizzante per la società e si continuerà ad implementare la linea di motori ibridi. La progettazione e la costruzione interna dei motori, garantirà uno spread di conoscenze e competenze, anche provenienti dal mondo delle corse, che porteranno a tassi di innovazione altissimi nei prossimi anni.  Entro il 2026 le auto della scuderia Ferrari saranno caratterizzate da motorizzazione elettrica, ibrida ed endotermica, che rappresenteranno rispettivamente il 5%, 55% e 40% della produzione. Per l'implementazione e il raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo di motori a “Zero Emissioni”, centrale sarà il nuovo e-building situato a Maranello. Nel nuovo e-building saranno progettati e assemblati tutti i motori elettrici, gli inverter e le batterie, utilizzando componenti prodotti da partner strategici specializzati per garantire soluzioni tecnologiche di massima avanguardia.   Per raggiungere l’obiettivo “Carbon Neutral”, fissato per il 2030, Ferrari ha affiancato all’innovazione nell’automotive, il progetto “Bosco Ferrari”. L’azienda acquisterà crediti certificati per la riduzione delle emissioni grazie al progetto italiano di riforestazione. Ma non solo, sarà avviato un progetto di ricerca che interesserà l’utilizzo di idrogeno verde nel prossimo decennio.  Nel 2030 la produzione del Cavallino sarà composta principalmente da auto con motore a zero emissioni: 
  • 40% elettrico puro 
  • 40% ibrido 
  • 20% ICE 
L’azienda non è stata spinta solo dall’imposizione europea per il raggiungimento del “Green Deal”, ma la motivazione è anche economica. La crescita economica prevista entro il 2026 è di 6.7 miliardi di euro, risultato che dovrebbe spingere non solo Ferrari ma anche tutte le altre aziende del settore automotive a sviluppare piani celeri per il raggiungimento della neutralità carbonica. Fonti: Modena Today, Corriere, InsideEVS
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Panini integra e supporta lo smart working!

Panini rimborsa le spese di smart working e lo integra come stile organizzativo del lavoro!

Nell ultime settimane, Panini, grande realtà storica Modenese, ha siglato insieme ai sindacati di categoria il contratto di secondo livello che riguarda circa 450 dipendenti.   Il contratto riconosce il lavoro agile come nuova organizzazione del lavoro, conferendo ai lavoratori che scelgono lo smart-working 2 euro in più di rimborso spese al giorno. Il contributo è stato elargito secondo il principio per cui i mezzi di produzione devono restare a carico dell’azienda e in nessun modo devono andare a gravare sulle spalle dei lavoratori; lavorare da casa comporta, infatti, una spesa aggiuntiva di luce e gas.  Un’altra novità introdotta è la possibilità di scegliere tra l’indennità di mensa di €7 giornalieri oppure beneficiare di un ticket da €6, entrambi riconosciuti anche per le giornate di smart working.  La terza novità introdotta riguarda il Premio di Risultato, che sarà liquidato con un acconto mensile di minimo 250 euro fino ad un valore massimo di €10.000 all’anno. L’acconto ha l’obiettivo di aiutare i lavoratori a sostenere l’aumento del costo della vita. Il premio sarà poi adeguato nei mesi successivi ai reali risultati economici, considerando che a parità di andamento economico il premio è stato aumentato mediamente di 450 euro lordi rispetto al triennio precedente.  Lo smart working viene visto nell’azienda Panini come un punto di forza, che entra a far parte a tutti gli effetti nell’organizzazione aziendale del lavoro. Questa nuovo stile organizzativo garantisce ai lavoratori una più facile gestione del tempo, per conciliare vita privata e lavoro in modo più efficiente e soddisfacente. Per questo sono state avviate delle commissioni per la rivalutazione delle mansioni e dei livelli contrattuali, in modo da assicurare ai lavoratori la massima flessibilità.  Fonti: Italia oggi, Resto del carlino, tag24, il giorno  
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Kerakoll, per la tutela dell’ambiente, acquisisce il controllo di Mi.GRA!

Valorizzazione del territorio e sostenibilità sono gli obiettivi di Kerakoll nel progetto in Garfagnana

Kerakoll S.p.A., da sempre leader internazionale nel settore dell’edilizia sostenibile, si è aggiudicata la procedura pubblica indetta dal Comune di Minucciano (LU) per la cessione di una parte della sua quota pari al 25% di Mi.GRA. L’acquisizione delle quote conferma la storica collaborazione tra l’azienda Sassolese e il Comune di Minucciano volta alla sostenibilità, alla riqualificazione e al ripristino ambientale.  Con l’assegnazione della quota del 25%, Kerakoll, che già deteneva il 49% delle quote, sale al 74% della partecipazione nell’azienda lucchese.  Nonostante Kerakoll risulti attualmente la controllante, il 26% della società rimarrà di proprietà del Comune di Minucciano che manterrà il diritto di nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione e l’esercizio dei poteri di indirizzo.  La società Mi.GRA si occupa della valorizzazione degli scarti minerali delle cave di marmo e del ripristino ambientale nel Parco Nazionale delle Alpi Apuane. L’azienda gestisce l’intero processo di recupero e trasformazione degli scarti mediante un processo consolidato di riqualificazione e ripristino ambientale, progettato in collaborazione con il Parco Nazionale delle Alpi Apuane.  Kerakoll e Mi.GRA condividono gli obiettivi ambientali e l’approccio alla sostenibilità in ogni area di Business. Kerakoll, appena eletta Società Benefit, vanta altri progetti concreti di sostenibilità ambientale. Un esempio è il progetto di trasporto intermodale, in collaborazione con il Comune di Minucciano, nel territorio della Garfagnana. Si tratta di un collegamento ferroviario dalla Garfagnana allo scalo di Dinazzano (Sassuolo), per il trasporto del carbonato di calcio necessario alle aziende sassolesi. Grazie al trasporto sostenibile su rotaia, l’azienda è riuscita a ridurre le emissioni di CO2 del 70%, usufruendo di circa 600 treni che sostituiscono circa 13.600 camion su strada all’anno.  Grazie al ruolo del Comune di Minucciano e alla costante presenta del Gruppo Kerakoll sul territorio, è stato possibile creare un progetto di lungo periodo basato sulla continuità dei risultati. Il territorio ha tratto evidenti benefici non solo in termini ambientali ma anche di indotto economico ed occupazionale. Un percorso di sostenibilità sociale, ambientale e di recupero del territorio che si inserisce perfettamente nel Piano Industriale Quinquennale dell’azienda Kerakoll che ha come obiettivo la concretizzazione della transazione ecologica.    Fonte  MODENA TODAY 
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IRIS GROUP SCOMMETTE SULL'IDROGENO VERDE!

Innovazione ed Ecosostenibilità nel distretto industriale della ceramica!

A Sassuolo si scommette sull’idrogeno verde. Nella patria della ceramica, costruttori di tecnologie e aziende di produzione ceramica stanno costruendo il futuro sostenibile del distretto lanciando i primi forni alimentabili da combustibile green.  In particolare, Iris Ceramica Group, promotrice del cambiamento, che insieme a Snam ha creato un progetto industriale che prevede lo studio e lo sviluppo della prima fabbrica ceramica al mondo alimentata ad idrogeno verde.   Iris Ceramica non è nuova nel campo dell’innovazione delle risorse. Infatti, negli anni ‘60 sempre in partnership con Snam, portò per la prima volta a Sassuolo la rete di gas naturale grazie al quale si sviluppò in seguito il distretto ceramico.   Questo è un progetto pioneristico a livello mondiale. Iris Group sarà il primo gruppo ad alimentare forni per la produzione ceramica con idrogeno verde. L’idrogeno verde è la risorsa ideale per iniziare a decarbonizzare un’industria che ha un’altissima richiesta energetica giornaliera, principalmente di gas fossile.   L’obiettivo del progetto non rappresenta solo un traguardo individuale, ma rappresenta il cambiamento di un’intera filiera che contribuirà al raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali ed europei di neutralità carbonica entro il 2050. Ne beneficerà tutto il distretto ceramico Emiliano, in cui si concentra l’80% della produzione di piastrelle e tutte le industrie leader nel settore della produzione di macchinari per la ceramica.  Il nuovo stabilimento di Iris Ceramica Group avrà sede a Castellarano (RE). La nuova tecnologia consentirà fin da subito di produrre superfici ceramiche create da un insieme di idrogeno verde, derivante da energia solare, e di gas naturale. Sul tetto dello stabilimento verrà infatti installato un impianto fotovoltaico (con una potenza di 2,5 MW) che sarà abbinato a un elettrolizzatore e a un sistema di stoccaggio dell’idrogeno rinnovabile prodotto in loco. La soluzione di utilizzare un blend di idrogeno verde e gas naturale permetterà nell’immediato di abbattere le emissioni di CO2 e aprirà la strada, nel lungo termine, all’utilizzo esclusivo di energia rinnovabile per una produzione a zero emissioni, essendo l’impianto progettato per funzionare al 100% ad idrogeno.  La tecnologia è al momento molto costosa e non applicabile su larga scala. Non sarà quindi possibile sostituire totalmente l’utilizzo di gas naturale nell’immediato. Ma grazie ai produttori di forni del distretto come SITI B&T, nel giro di tre anni sarà possibile produrre macchinari con soluzioni competitive in termini di qualità/prezzo, in modo da riuscire a dare accesso alla nuova tecnologia ad un’ampia fetta di mercato.  Il motto di Iris Ceramica Group è sempre stato Economia=Ecologia e siamo sicuri che anche questa volta riuscirà a rivoluzionare il distretto verso una struttura più Green.  Fonti Il Sole 24 Ore Forbes Italia
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Mercato del lavoro: Dati sulla provincia di Modena Gen-Apr 2022

Analisi dei dati del mercato del lavoro nella provincia di Modena per il primo quadrimestre 2022.

Da circa vent’anni Unioncamere e ANPAL, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, hanno istituito il Sistema informativo EXCELSIOR, con l’obiettivo di fornire una visione globale del mercato del lavoro, focalizzandosi sulle entrate programmate mensilmente dalle imprese e sulle tendenze occupazionali tramite rilevazioni mensili sulle informazioni raccolte dalle Camere di Commercio nazionali. I Bollettini Excelsior forniscono una raccolta chiara ed esaustiva dei dati relativi all’occupazione, alla formazione e alle richieste dal mercato del lavoro. In questo report noi considereremo solo i dati della provincia di Modena.  Difficoltà di Reperimento   Una prima analisi evidenzia un dato nettamente in crescita rispetto all’ultimo quadrimestre 2021, relativo alla difficoltà di reperimento di lavoratori. Nel primo quadrimestre 2022 la difficoltà di reperimento sale al 46% rispetto al 39% del quadrimestre precedente.   Considerando quindi una richiesta nella provincia di Modena di 22.480 entrate, la difficoltà di reperimento riguarderebbe 10.340 entrate programmate. Le motivazioni che giustificano questo gap tra domanda e offerta sono due: mancanza di candidati e preparazione inadeguata dei candidati disponibili; ad aumentare le divergenze tra aziende e candidati si aggiunge anche il livello di esperienza richiesta sia nella professione specifica che nel settore.   Le aree aziendali con maggiore difficoltà di reperimento sono:  
  • Dirigenti, Professioni con elevata specializzazione e Tecnici
  • Operai Specializzati e Conduttori di impianti e macchine
Per entrambe le categorie la difficoltà di reperimento è principalmente dovuta alla mancanza di candidati e secondariamente alla preparazione inadeguata dei candidati.    Di seguito sono riportate le professioni con maggiore difficoltà di reperimento in provincia di Modena 
  • Specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche  
  • Farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita  
  • Conduttori di mezzi di trasporto 
  • Specialisti in formazione e Insegnanti 
  • Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici  
  • Progettisti, ingegneri e professioni assimilate 
  • Medici e altri specialisti della salute  
Analisi delle entrate programmate   L’analisi delle entrate programmate, relative al primo quadrimestre 2022 nella provincia di Modena, si articola in una prima grande suddivisione in aree aziendali. Le due macro-aree principali sono rappresentate dalle Aziende di Servizi e dalle Industrie, che rappresentano rispettivamente il 55% e il 45% delle entrate. Il dato rappresenta una realtà locale molto diversa dalla realtà nazionale in cui le aziende di servizi rappresentano il 67%, questo perché il tessuto economico modenese e più in generale emiliano si caratterizza di aziende  Metalmeccaniche, Tessili e Alimentari. Continuando l’analisi per aree aziendali le statistiche presentano una netta prevalenza dell’area produzione di beni ed erogazione di servizi, che da sola rappresenta il 41% delle offerte di posti di lavoro. Al secondo posto ma con un netto distacco troviamo l’Area tecnica e della progettazione che copre il 18% delle richieste di lavoratori.   Una seconda suddivisione riguarda i gruppi professionali (cinque in totale). I dati rilevano una richiesta nettamente superiore per gli Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (40%) e a seguire Dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (21%)  Dati completamente diversi da quelli nazionali che vedono una richiesta omogenea tra tutti i gruppi professionali, tranne per le professioni non qualificate generano una richiesta di entrate pari solo al 13%.    Infine, per quanto riguarda le singole professioni, le posizioni più richieste in provincia di Modena durante il primo quadrimestre 2022 sono:  
  • Cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici  
  • Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche 
  • Tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale  
  • Personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone  
  • Conduttori di mezzi di trasporto  
Il Bollettino prende in esame anche le tipologie di contratto offerte ai lavoratori in entrata. In tal senso, è da sottolineare l’aumento di 6 punti percentuali dell’offerta di contratti a tempo determinato che nel mese di gennaio rappresentava il 35% mentre nel mese di aprile copriva il 41% del personale inserito in azienda; in aumento di 4 punti percentuali anche il contratto di apprendistato che ad aprile ha rappresentato l’8% dei contratti sottoscritti.  Giovani e lavoro   Il Bollettino Excelsior pone da sempre particolare attenzione alla valutazione del lavoro giovanile, intendendo per lavoro giovanile le entrate previste per ragazzi entro i 29 anni d’età  La percentuale di richiesta di giovani nelle aziende Modenesi rappresenta il 30% delle entrate totali, un dato nettamente migliore del dato nazionale che è solo 24%. Rispetto ai primi mesi la richiesta di giovani nel mondo del lavoro è in aumento e si prevede che continuerà a crescere anche nei prossimi mesi.  Questo fenomeno positivo potrebbe essere dovuto alla grande difficoltà che affrontano le aziende nel trovare personale adeguato. La difficoltà di reperimento (46%) sta spingendo le aziende a diminuire l’esperienza richiesta per le posizioni lavorative, passata da 68% al 64% ad aprile, dando la possibilità a molti più giovani, qualificati ma con poca esperienza, di essere tenuti in considerazione nel percorso di selezione.  Un dato molto particolare, che è in contrapposizione con l’ammontare delle entrate relative ai vari gruppi occupazionali, è la richiesta di personale senza titolo di studio che rappresenta il 33% delle entrate. Le richieste di laureati rappresentano solo il 15% del totale delle posizioni lavorative aperte, mentre i diplomati di secondo grado il coprono il 30% delle entrate e i titolari di diploma professionale il 22%.  Tenendo in considerazione i dati relativi alle entrate per titolo di studio, vi segnaliamo gli indirizzi di specializzazione più richiesti nel primo quadrimestre 2022 nella provincia di Modena  Per quanto riguarda il livello di istruzione universitario i campi di specializzazione più richiesti sono:       – Ingegneria industriale          – Economia          – Ingegneria Elettronica         – Ingegneria Civile                                                                         - Scienze matematiche, fisiche e informatiche  Mentre gli indirizzi più richiesti per il diploma secondario sono:       – Amministrazione, finanza e marketing          – Meccanica, meccatronica ed energia         - Elettronica ed Elettrotecnica                 – Socio-sanitario          – Trasporti e logistica    Per quanto riguarda infine l’istruzione professionale l’area d’interesse principale è l’indirizzo meccanico che rappresenta il 37% delle richieste di personale con titolo professionale, seguito dalla ristorazione e dall’indirizzo elettrico.  I primi mesi del 2022 mostrano uno scenario del mondo del lavoro con tendenze contrapposte, che portano ad aspettative della domanda e dell’offerta sempre più divergenti e creano una difficoltà di reperimento del personale sempre più marcata Il mondo del lavoro 2022 dà più importanza all’esperienza del lavoratore che al titolo di studio, favorendo quindi chi ha fatto percorsi di studio più brevi rispetto a chi ha conseguito una laurea (15%). Questa logica è in totale contrapposizione con le richieste di entrate nel mercato che prevedono il 24% di assunzioni di giovani under 29 per posizioni dirigenziali, professioni con elevata specializzazione e tecnici.  Opposta è la situazione quando si esamina la richiesta di personale senza nessun titolo. Le entrate di personale senza titolo di studio ammontano al 33% del totale mentre le offerte di lavoro per posizioni non qualificate sono solo il 13% del totale.   Facendo una considerazione, con dati alla mano, il mercato del lavoro si trova con un esubero di richiesta di lavoratori senza titolo di studio rispetto alle posizioni senza qualifica, che dovranno essere allocati in posizioni più titolate. Allo stesso tempo le aziende richiedono un’entrata di giovani in posizioni estremamente rilevanti che necessitano un percorso di studi universitario e allo stesso tempo richiedono l’esperienza nell’80-85% dei casi, che per un giovane che ha conseguito una laurea è impossibile avere maturato.    Consulta direttamente il Bollettino Excelsior
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Nonantola, 20 nuove assunzioni in Graf Synergy

Graf Synergy continua a potenziare la struttura con investimenti massicci in R&D attirando sempre più finanziamenti e talenti tecnici dando lavoro al territorio.

È anche grazie ai finanziamenti deliberati dalla regione Emilia Romagna (con il Bando sull’attrattività di investimenti) che l’azienda GRAF SYNERGY di Nonantola, uno dei satelliti più innovativi e in forte crescita di GRAF INDUSTRIES, apre le porte a 20 nuove risorse qualificate di cui 6 neolaureati. Confermandosi in questo modo tra le “fantastiche 9” aziende modenesi aggiudicatarie di questo finanziamento regionale in nome di “progetti ad alta intensità di digitalizzazione e di innovazione di processo e di prodotto”. Il tutto grazie a un progetto incentrato su tecnologia iper moderna in ambito serramenti in PVC che consente di ridurre al minimo gli scarti di lavorazione e quindi gli sprechi. Graf Industries oggi è un gruppo da oltre 80 milioni di fatturato, dà lavoro a oltre 300 persone e ha sette stabilimenti nella provincia di Modena e Bologna. L'azienda investe ogni anno il 7% almeno del fatturato in Ricerca & Sviluppo, il motore della crescita economica: ecco quindi che il progetto GRAF SYNERGY si inserisce armoniosamente in un percorso che ha portato, solo negli ultimi 3 anni, quasi 50 assunzioni tra neolaureati e figure tecniche qualificate, dalle stampanti 3D ai prototipi per la saldatura. “Chi entra in GRAF INDUSTRIES, entra in un mondo di opportunità concrete e sfidanti, per sé e per le aziende del Gruppo – sottolinea Giampaolo Ferranti, il Chief Financial Officer di GRAF INDUSTRIES – ma non solo: entra a far parte di una squadra sempre più grande e competitiva da cui è difficile andarsene. Qui chi ha talento, ha lo spazio per esprimerlo e tutti i benefit per farlo con serenità. Parliamo infatti – prosegue Ferranti – di una realtà, la nostra, che solo l’anno scorso ha riconosciuto premi complessivi ai dipendenti per 600.000 euro, senza contare i pacchetti “welfare” che abbiamo messo in piedi, dagli screening per la salute alla spesa settimanale per la famiglia. Siamo convinti che investire sul fattore umano, attirandolo o “trattenendolo”, sia la nostra vera chiave competitiva”. Con la sua esperienza pluridecennale e la capacità di rinnovarsi ogni giorno assieme al suo team, GRAF SYNERGY è sinonimo di “Machines for perfect windows”, un’azienda in costante crescita che oggi esporta in oltre 60 Paesi di tutto il mondo la sua tecnologia d’avanguardia non solo per la produzione di serramenti ma anche per logistica di processo. Leggi l'articolo completo su ModenaToday.  
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La fioranese Neos cresce raddoppiando fatturato e dipendenti

Stampanti high-tech per diversi settori industriali: Neos punta a raggiungere nel 2021 ben 10 milioni di fatturato e incrementa l'organico di 40 unità.

Nel 2021 il giro d’affari di Neos, impresa fioranese operante nel settore della stampa digitale a servizio dell’industria, raddoppierà: i 4,8 milioni fatturati nel 2020 diventeranno 10, con una crescita del personale di 40 unità. Un’idea imprenditoriale di successo quella dell’azienda fondata vent’anni fa dall’ingegnere Vincenzo Palumbo, ora affiancato dal manager Andrea Malagoli. «Nei nostri piani – anticipa quest’ultimo – c’è il raddoppio del numero dei dipendenti entro il 2022 e una crescita del nostro fatturato a due cifre anno su anno. Siamo una piattaforma industriale pronta per soddisfare vari settori, vogliamo crescere e diventare il punto di riferimento mondiale per la stampa digitale». Vincenzo Palumbo, già fondatore di Projecta Engineering, viene definito colui che ha rivoluzionato la decorazione delle piastrelle ceramiche con l’introduzione della stampa digitale, diventata ora uno standard nel settore. Andrea Malagoli è invece noto soprattutto nel mondo delle macchine per packaging, tuttora socio del colosso Ima, già vicepresidente dell’associazione nazionale Ucima. Mentre Palumbo si occupa dello sviluppo tecnologico e produttivo di Neos Malagoli gestisce la parte finanziaria e commerciale, con forte attenzione ai mercati internazionali. Neos ha un robusto know-how tecnico maturato nell’industria ceramica, che consente ora all’azienda di fornire a imprese di diversi settori la giusta soluzione alle più diverse e complesse esigenze di stampa, adattandosi a un grandissimo numero di supporti materiali: packaging flessibile, metallo, plastica, legno, carta e cartone, etichette. «La stampa digitale consente un’enorme implementazione delle potenzialità grafiche - aggiunge Palumbo - ed è estremamente flessibile, garantendo efficienza produttiva anche per lotti medio-piccoli. È, inoltre, una tecnologia che presenta costi contenuti rispetto ad altre lavorazioni del processo e al costo generale del prodotto, pur garantendo un elevato valore aggiunto sul fronte estetico e quindi commerciale». La stampa digitale necessita poi del 30% in meno di materiali consumabili e soprattutto non ha bisogno di impianti essendo una tecnologia digitale 4.0, che si basa su software e non su supporti fisici. Tutela l’ambiente infine grazie all’utilizzo di inchiostri a base d’acqua. Quali le mosse di Neos per il prossimo futuro? «Vogliamo accompagnare il salto tecnologico verso la stampa digitale – conclude Palumbo – diventando partner industriale in grado di fornire una soluzione a 360 gradi, cioè tutto il processo di trattamento delle superfici: siamo in grado di fornire direttamente anche gli inchiostri». Nel mirino dell’azienda fioranese ci sono Europa, Stati Uniti ed Estremo Oriente. Leggi l'articolo completo sul sito della Gazzetta di Modena. Foto di ModenaToday.