Goldoni Keestrack all’asta: l’offerta turca divide e preoccupa i lavoratori
La crisi della Goldoni Keestrack entra in una nuova fase: l’azienda di Migliarina, alle porte del centenario nel 2026, viene ora sottoposta a una procedura competitiva per sondare eventuali offerte alternative all’unica proposta finora sul tavolo, quella del gruppo turco Asko Holding.
L’iniziativa è stata avviata dall’esperto nominato nell’ambito della composizione negoziata della crisi, con scadenza fissata al 23 aprile per la presentazione di manifestazioni di interesse. L’obiettivo è verificare se esistano soluzioni migliorative rispetto all’offerta già formulata.
Asko ha messo sul piatto 8 milioni di euro per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale, ma il piano industriale presentato prevede una drastica riduzione dell’organico: solo 41 dipendenti su 97 verrebbero confermati. Un ridimensionamento superiore al 50% che ha immediatamente incontrato la netta opposizione delle organizzazioni sindacali.
La situazione si inserisce in un quadro già fortemente compromesso. L’azienda, storica produttrice di trattori specializzati per vigneti e frutteti, vive da anni una crisi strutturale, aggravata dalla contrazione del mercato delle macchine agricole e da difficoltà finanziarie dichiarate dalla controllante Keestrack, che nel 2021 aveva rilevato lo stabilimento.
Attualmente i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore, con trattamenti erogati dall’INPS e ritardi nei pagamenti. Le retribuzioni si attestano poco sopra i mille euro mensili, alimentando ulteriormente il clima di incertezza.
Il possibile passaggio ad Asko rappresenta dunque un bivio: da un lato la prospettiva di continuità produttiva, dall’altro un forte ridimensionamento occupazionale. I sindacati chiedono una revisione del piano, ritenuto insufficiente sia sul fronte industriale sia su quello sociale.
Resta ora da capire se entro la scadenza fissata emergeranno nuovi soggetti interessati a rilevare un marchio che, a un secolo dalla fondazione, continua a rappresentare un simbolo dell’industria locale ma il cui futuro appare ancora fortemente incerto.
Fonte: Gazzetta di Modena
Immagini: Goldoni Keestrack / Keestrack press